Savigliano-Saluzzo


La storia

Nel 1851, quando furono avviati in più punti i lavori per la costruzione della "Strada Ferrata da Torino a Savigliano", gli abitanti di Saluzzo, ben consapevoli dell'utilità di una ferrovia, si impegnarono fortemente per poter disporre di una linea che, unendosi a quella, li collegasse direttamente a Torino. Nel mese di novembre dello stesso anno, il "Bollettino delle Strade Ferrate" aveva incitato in tal senso le popolazioni interessate.

Il punto di diramazione sulla ferrovia Torino-Savigliano, il cui prolungamento fino a Cuneo era stato deliberato dalla società costruttrice nel gennaio 1852, non poté essere che la stessa Savigliano, distante appena 15 chilometri da Saluzzo.

Quando nel mese di settembre 1853 la suddetta "Strada Ferrata" raggiunse Fossano, si intensificarono le proposte e le discussioni intese ad avviare la costruzione di un tronco ferroviario  che, da Saluzzo, confluisse ad Airasca, sulla linea in costruzione Torino-Pinerolo, in alternativa al tronco Savigliano-Saluzzo.

Tali discussioni si protrassero a lungo, fino al momento in cui iniziarono i lavori per la costruzione del prescelto tronco di linea da Savigliano a Saluzzo, il cui percorso risultò essere molto più breve di quello verso Airasca (15 chilometri contro 32), con la conseguenza di una spesa di realizzazione e di gestione decisamente più contenuta.

Nonostante questa comprensibile scelta, Saluzzo si vedrà comunque collegata, quasi trent'anni dopo, ad Airasca e, poco più tardi, anche a Cuneo.

La richiesta di autorizzazione, da parte della società costruttrice della ferrovia Torino-Savigliano-Cuneo, per effettuare gli studi della diramazione Savigliano-Saluzzo, fu presentata nel luglio 1853, mentre agli inizi del mese di febbraio 1854 l'Ing. Pietro Spurgazzi elaborò il progetto di massima del relativo tracciato.

La concessione fu concordata fra il Ministro dei Lavori Pubblici e la società medesima solo nel febbraio 1855. Il prolungato ritardo sollevò numerose proteste fra la popolazione del Saluzzese.

Con la succitata concessione, il Governo accordò alla società "la facoltà di costruire e di eseguire a sue spese, rischio e pericolo, un tronco di strada ferrata in diramazione da quella di Cuneo, il quale partendo dalla stazione presso la città di Savigliano, giunga nella città di Saluzzo".

La ferrovia doveva essere costruita in base al tracciato previsto nel suddetto progetto di massima dell'Ing. Spurgazzi, nei limiti di pendenza risultanti dal profilo longitudinale allegato allo stesso progetto, fatte salve le prescrizioni ritenute opportune dal "Consiglio Speciale delle Strade Ferrate". I lavori, inoltre, dovevano essere portati a compimento entro 18 mesi dalla data di approvazione della legge di concessione, la cui durata era stata stabilita in 99 anni.

Di fronte alle remore che ritardavano l'inizio dei lavori, il Consiglio Provinciale di Saluzzo, nella seduta dell'ottobre 1855, confermò "l'utilità di una strada ferrata che congiunga Saluzzo a quella da Torino a Cuneo" e, nello stesso tempo, manifestò "il suo non meno vivo desiderio di volerla attuata e favorita dal Governo tutta volta che ne sia la Società della ferrovia di Cuneo, o da altra, implorata la concessione".

Nel frattempo, il giornale "La Specola delle Alpi", polemizzando sui ritardi, ricordava gli studi già fatti eseguire in passato dal Comune di Saluzzo per realizzare detto tronco, precisando che costarono ben 6.000 franchi. Era perciò doveroso che la società costruttrice della ferrovia Torino-Savigliano-Cuneo volesse servirsi di essi, evitando un ingente spreco di denaro.

Una volta iniziati, i lavori procedettero regolarmente e furono portati a termine senza incontrare particolari ostacoli, cosicché la linea poté essere aperta all'esercizio il 1° gennaio 1857 con tre coppie di treni giornalieri e con un tempo medio di percorrenza di circa 20 minuti.

Poiché la costruzione della linea era stata eseguita in forte economia, la società costruttrice, anche in presenza di un traffico non molto intenso, poté conseguire un soddisfacente profitto.

In virtù di una convenzione del mese di luglio 1859, lo Stato ne assunse l'esercizio.

Per quanto riguarda il servizio viaggiatori, fino alla chiusura dell'Airasca-Saluzzo esisteva un servizio navetta fra Saluzzo e Savigliano con una buona frequenza di corse; successivamente è stato istituito il percorso Cuneo-Saluzzo-Savigliano e viceversa, unendo così le due linee. Ma il 17 giugno 2012 segna la cessazione del servizio viaggiatori per entrambe le linee suddette. 

Per il servizio merci, un tempo la linea era molto frequentata dai treni che trasportavano il pietrisco di Costigliole e da quelli con il carico di legname e di frutta (soprattutto pesche). In riferimento a questi ultimi, nei periodi di punta circolavano circa sessanta vagoni frigorifero al giorno che arrivavano addirittura a intasare gli scali di Saluzzo e di Savigliano. Permane attualmente il traffico merci prodotto dalla cartiera "Burgo" di Verzuolo. 


Il tracciato

Ferrovia Savigliano-Saluzzo (2002): la stazione di Lagnasco (foto C. Campana).

Il nostro viaggio ideale inizia dalla stazione di Savigliano dove, di fronte al bel fabbricato viaggiatori con annessa una pensilina metallica, si trova l'imponente struttura della "Alstom Ferroviaria S.p.a". La linea per Saluzzo è affiancata, nel suo tratto iniziale, dalle ferrovia elettrificata a doppio binario per Savona, dalla quale si allontana proprio in corrispondenza di uno scambio che conduce i treni al nuovo complesso del "Museo Ferroviario Piemontese".

A scartamento normale e non elettrificato, il binario di questa breve linea (14,88 chilometri) piega decisamente verso ovest e -oltrepassato il ponte in muratura di laterizi sul torrente Maira, a tre campate ad arco di 15 metri di luce ciascuna - raggiunge la vecchia fermata di Madonna delle Grazie (progr. 3+035 da Savigliano), soppressa circa mezzo secolo fa, il cui fabbricato viaggiatori appartiene alla tipologia della casa cantoniera, seppur leggermente ampliata.

La ferrovia prosegue in linea retta nella campagna saluzzese, raggiungendo dapprima il ponte in muratura di laterizi sul torrente Varaita, a quattro campate ad arco di 11,80 metri di luce ciascuna, e toccando poi la fermata, soppressa più recentemente, di Lagnasco (progr. 7+692 da Savigliano; alt. circa 329 s.l.m.; dista circa 2 chilometri dal paese). Anche il fabbricato viaggiatori di quest'ultima è poco più grande di una casa cantoniera ed è affiancato da un altro piccolo fabbricato che, presumibilmente, aveva la funziona di magazzino e w.c. Entrambe le fermate intermedie disponevano del solo binario di corsa.

L'ingresso a Saluzzo (progr. 14+882 da Savigliano; alt. circa 349 s.l.m.) avviene dopo una stretta curva a sinistra, a fianco della linea che proviene da Moretta.

L'armamento, recentemente rinnovato, era costituito da rotaie del tipo "46" e da traversine in legno per quasi tutto il tracciato. Con uno sviluppo dei tratti un curva del 17%, la linea ha una pendenza media del 2,6 e massima del 17 per mille (solo per un breve tratto).

Per quanto riguarda le opere d'arte, oltre i due ponti già citati, esistono centootto manufatti fra ponticelli, sottovia, tombini e sifoni, da 0,50 a 4,70 metri di luce. I caselli sono attualmente sette, di cui uno solo abitato.